Tarcisio Fiorani ha illustrato le opere esposte, che rappresentano soltanto una piccola parte della
copiosa produzione dell’artista, fatta di paesaggi, castelli, laghi, montagne, alberi, fiori, il tutto
«dipinto con una cifra stilistica, una tavolozza libera, una creatività spregiudicata assolutamente
originale e del tutto personale». Molte opere presentano delle «misure contenute» e sono dipinte sui
più svariati supporti: «da piccoli legni, a cartoni, a tele, poiché fra Giuseppe in qualunque momento
ed occasione sentendone il desiderio comunque dipingeva». Per questo la pittura di fra Giuseppe
risulta «emozionale, istintiva in cui l’artista si esprime con un linguaggio che arriva chiaro e diretto
e coinvolge immediatamente chi guarda suscitando in lui una serie di emozioni». La pittura di fra
Giuseppe, conclude Fiorani, «riesce a suscitare entusiasmo ed amore per la vita anche in chi guarda.
Anzi dirò di più: il nostro artista cerca, e forse trova nella sua pittura, il mezzo per avvicinarsi
ancora di più a Dio e di conseguenza anche agli uomini... Preghiera e pittura sono state da sempre il
suo pane quotidiano... Dipingere è stato per lui come pregare, un gesto naturale, ma che ha del
soprannaturale quando il dono della pittura viene inteso come creatività ed espressione della parte
più spirituale dell’uomo, ovvero espressione della sua anima».
A conclusione della manifestazione i monaci hanno cantato in gregoriano la Salve Regina in tono
solenne.