Monaci Benedettini Silvestrini

San Silvestro in Montefano, Fabriano

Segnalazioni e recensioni on line

Tanti anni fa andai in Romania con un gruppo di giovani, nella zona della Transilvania. 
Un giorno visitammo un monastero abitato da monache ortodosse. Tra le loro attività vi era quella di creare arazzi. Un lavoro artigianale completamente tessuto a mano. Ogni arazzo ha la sua "anima" nel retro: solo dal retro si possono ammirare gli intrecci di fili, nodi, fili ripresi e legati. Il disegno non nasce da colori, né da pennelli, né da stampe. L'arazzo prende vita dagli intrecci, invisibili, posti nel suo retro. Nel retro, dunque, vi sono anche toppe, fodere cucite, groviglio di fili che si celano a chi lo guarda.
I fili che Francesca Tombari intreccia nel retro di ogni dipinto da lei scelto nascono nella contemplazione interiore dell'opera. L'occhio che contempla il dipinto permette alla mano di inanellare trame e orditi che prendono vita nello sguardo di Francesca Tombari. 
Andando nel retro carsico.

Per questo Alessandro Marcucci Pinoli, con il suo ago e filo, consegna all'Autrice fanese il filo di aver "trovato una formula nuova, adeguata ai tempi e ai cambiamenti".

18 opere d'arte scelte dall'Autrice per 18 arazzi da lei intrecciati con i fili della sua storia di vita, gli aghi della sua profondità, le tele del suo vissuto in divenire.
Queste pagine sono un viaggio interiore che l'Autrice invita a fare assieme a lei. L'anima dell'Autrice è animata nel retro di ogni opera d'arte da lei scelta. 

Francesca Tombari intreccia "Dialoghi con l'arte" e tende la mano al lettore perché possa prendere ago e filo della propria esistenza e personalmente dialogare nella contemplazione di queste opere. 
E non solo.

Perché ogni giornata è una contemplazione di storie di vita di persone che entrano in una libreria (dove vive Francesca Tombari), camminano per strada, siedono nella panchina ricurve sul cellulare. 

Nell'acquistare questo testo, però, si riceve simbolicamente ago e filo per dar vita al proprio arazzo che sorge come sole dall'alto della propria pupilla che vede, ri-vede, provvede. 

don Giacomo Ruggeri

Oreste Mendolìa Gallino, Ascoltare per vivere. L’imitazione di Cristo alla luce della Regola di san Benedetto, Fabriano, Edizioni Montefano, 2026, pp. 140, € 15,00

Oreste Mendolìa Gallino è l’Autore del quinto volume della Collana Echi dal Chiostro dei monaci benedettini silvestrini di Fabriano. «Questo libro – scrive l’Autore – nasce dall’incontro tra due testi che, a prima vista, sembrano appartenere a mondi diversi: l’Imitazione di Cristo (IC) e la Regola (RB) di san Benedetto. Diversi per genere, per epoca, per destinazione originaria. E tuttavia profondamente radicati in una medesima convinzione che attraversa l’intera Tradizione cristiana: la vita spirituale non è un’idea, né un’emozione, né una tecnica, ma una forma di vita che chiede di essere abitata nel tempo». Il testo è suddiviso in quattro nuclei: 1. Entrare in sé: le fondamenta del cammino; 2. Attraversare la prova: la purificazione del desiderio; 3. Dimorare nel tempo: fedeltà, speranza, relazione; 4. La maturità spirituale: unità e presenza.

L’Autore ha studiato Arte, Lettere e Teologia. È giornalista e collabora alla cura delle edizioni della Congregazione Benedettina Silvestrina con sede in Fabriano (AN). Figlio di un Diacono permanente, è membro attivo dell’Associazione di Diritto pontificio (un tempo Ordine religioso) Militia Jesu Christi, fondata nel 1233 nell’orbita di san Domenico e dei Domenicani e approvata da papa Gregorio IX nel 1234.

«Letti separatamente – evidenzia Mendolìa Gallino – questi due testi corrono un rischio speculare. L’Imitazione può consumarsi in una lotta tutta interiore che non trasforma realmente la vita. La Regola, isolata dal respiro interiore che la anima, può irrigidirsi in disciplina, diventare osservanza senza conversione. È per evitare questi fraintendimenti che questo libro mette i due testi in dialogo all’interno della grande Tradizione della Chiesa, lasciando che i Padri ne siano l’anello di congiunzione e il luogo di discernimento. In questo orizzonte la consonanza con la spiritualità carmelitana si rivela non come semplice affinità tematica, ma come vera comunanza di esperienza. Il Carmelo ha sempre custodito la convinzione che il luogo decisivo dell’incontro con Dio sia l’interiorità, non come rifugio, ma come spazio di verità; non come ripiegamento, ma come esposizione radicale alla luce».

La collana Echi dal Chiostro è diretta dai monaci don Lorenzo Sena e don Ugo Paoli.

Il nome scelto per la collana vuole evocare il dinamismo della “comunicazione” dell’esperienza di Dio Trinità che si offre come riverbero dell’incontro con Lui, un riverbero che trascende i limiti dello spazio e del tempo per essere dono per tutti.

«Ascoltare – precisa l’Autore – non è passività, ma disponibilità. Questo libro, allora, non chiede di essere semplicemente letto, ma abitato. Non propone tecniche, ma un orientamento; non offre soluzioni rapide, ma una compagnia affidabile. L’Imitazione, la Regola e i Padri non tolgono la fatica del vivere, ma insegnano a non sprecarla».

Per acquistare il libro scrivere a: sansilvestro@silvestrini.org

(don Giacomo Ruggeri)

Massimo Lapponi, San Benedetto e la vita familiare. Una lettura originale della regola benedettina, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 2025, 2a ed., pp. 112, € 15,00

La prima edizione del volumetto “San Benedetto e la vita familiare” è stata pubblicata nel 2009. Nei tre lustri che sono passati da allora il seme da esso seminato ha avuto un invidiabile sviluppo. Nel 2010 usciva la prima edizione inglese, pubblicata a Londra nel 2012 appariva l’edizione francese e nel 2014 le edizioni portoghese e spagnola. Il volume suscitava grande interesse nelle famiglie, in Italia e all’estero, e la sua pubblicazione era accompagnata e seguita da una molteplice attività apostolica. Per alcuni anni si sono tenuti, presso l’Abbazia Benedettina di Farfa, incontri mensili e campi scuola estivi per accompagnare le famiglie a conoscere e mettere in pratica il progetto presentato nel volumetto. Come si è detto, il volumetto, nei circa quindici anni trascorsi dalla sua pubblicazione, ha riscosso grande interesse da parte delle famiglie, molte delle quali – dell’Italia e dall’estero, soprattutto dal Sud e dal Nord America – hanno preso contatto con l’autore e si sono impegnate, anche in collaborazione tra loro, a metter seriamente in pratica il rinnovamento della vita familiare da esso suggerito. Come è facile capire, dunque, non si tratta di un uno studio teorico, né di un trattato teologico o spirituale nel senso abituale del termine. Si tratta invece di un progetto molto pratico, che viene offerto, affiancato da numerosi strumenti ausiliari, per affrontare concretamente la profonda crisi che non da oggi sta attraversando l’istituto familiare, e di riflesso l’intera vita sociale. Il fatto che il libro  abbia riscosso tanto successo dimostra che esso risponde ad un’esigenza largamente diffusa e dolorosamente sentita nella società dei nostri giorni. Con questa nuova edizione auspichiamo che il volume permetta una sempre maggiore diffusione nel rinnovamento familiare da esso suggerito e promosso. Don Massimo Lapponi, postulante benedettino nato a Roma, ordinato sacerdote nel 1977, laureato in teologia tomista. E' stato docente di filosofia morale e di filosofia della religione.
(a cura di don Giacomo Ruggeri)

Samuele Giombi, Ecclesia semper reformanda. Idee ed esperienze storiche di riforma della Chiesa fra medioevo ed età contemporanea, Roma, Marcianum Press, 2026, pp. 264, € 23,00

Negli ultimi pontificati è tornato centrale, nella Chiesa cattolica e nel dibattito pubblico, il tema del rinnovamento ecclesiale, che in realtà non ha mai cessato di affiorare nel corso dei secoli. Il volume presenta, in forma sintetica, una storia delle idee ed esperienze di riforma della chiesa cattolica dal medioevo all’età contemporanea, seguendo alcuni snodi significativi: la povertà evangelica e lo spiritualismo apocalittico medievale; la crisi del Papato tra XV e XVI secolo e la successiva riforma cattolica e tridentina; l’impatto delle idee democratiche del Settecento; la lunga e complessa ricomposizione con la modernità, da Rosmini al Vaticano II e oltre. Dopo un’introduzione generale, che offre una lettura tematica e cronologica del percorso, il libro presenta una sezione antologica con testi rappresentativi (in traduzione), corredati da brevi introduzioni, commenti e indicazioni bibliografiche. 

"Il libro - evidenzia l'Autore - riprende e rivede un precedente lavoro pubblicato con il titolo Riformare la Chiesa. Percorsi storici fra medioevo ed età contemporanea (Aracne, 2016). Ora qui è stato notevolmente aggiornato e ampliato il saggio introduttivo, i diversi capitoli sono stati aggiornati sul piano bibliografico e sono stati aggiunti alcune nuove parti ed un intero nuovo capitolo". 

"Questo libro costituisce un’edizione aggiornata e notevolmente accresciuta (dall’introduzione all’antologia di documenti, all’apparato bibliografico) di un testo apparso quasi dieci anni fa, che proponeva un itinerario nella storia della Chiesa cattolica dal medioevo alla metà del secondo decennio del XXI secolo, seguendo l’invisibile, ma fondamentale filo della tematica della riforma della Chiesa, attraverso la proposta di un’articolata antologia di documenti caratteristici, debitamente introdotti e commentati da Samuele Giombi" (dalla Prefazione di Giovanni Vian, Università Ca' Foscari Venezia). 

"La documentazione raccolta nell’antologia curata da Samuele Giombi e la conferma di un dato inoppugnabile: la realtà storica del cristianesimo si è inserita nello scenario dell’intera vicenda umana non come un blocco statico, che tende semplicemente per effettuare se stesso, ma alimentando un perenne movimento in divenire" (dalla Postfazione di Danilo Zardin, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano).

Samuele Giombi laureato in Lettere classiche all’Università di Bologna, ha conseguito dottorato di ricerca in Scienze storiche e in Storia religiosa. Dirigente per il Ministero dell’Istruzione, ha insegnato presso l’Università di Macerata e l’Università di Urbino, dove tuttora tiene corsi di Storia del cristianesimo. È autore di numerosi studi nel campo della letteratura religiosa e della storia del cristianesimo.
d. Giacomo Ruggeri

Fabrizio Pomes, Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità, Bologna, Ed. Pendragon, 2026, pp. 215, € 18.00

«Trovate la speranza è un invito che può essere accolto ed esaudito se, come dice la persona “plurale” del verbo, ci coinvolge insieme. Il volume di Fabrizio costruisce questo ricco insieme di voci che ci fanno “sperare di trovare la speranza”. Trovare la speranza è trovare salvezza, e come nessuno si salva da solo così nessuno può sperare da solo». È quanto scrive il cardinale Matteo Maria Zuppi nell’Introduzione al testo. Fabrizio Pomes, un passato da politico e imprenditore nel sociale, laureato in Scienze Giuridiche, Economia e Sociologia, ha vissuto in prima persona l’esperienza della detenzione. Da quel passaggio complesso e trasformativo è nato un impegno civile che lo ha portato a dedicarsi al volontariato penitenziario. Partecipa a convegni, incontri pubblici e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, portando testimonianze dirette e uno sguardo lucido sulle dinamiche del carcere. Attraverso il suo lavoro di divulgazione e ascolto, contribuisce a costruire un dialogo necessario tra il “dentro” e il “fuori”, promuovendo una cultura della dignità e della responsabilità condivisa. Trovate la speranza o voi che entrate è il suo primo libro. 
«Questo libro – scrive l’Autore - nasce da una frattura. Da una notte in cui la mia vita, così come la conoscevo, si è spezzata senza preavviso. Da uomo libero sono diventato detenuto, e insieme alla libertà mi sono stati sottratti i gesti più semplici: la presenza accanto ai miei figli, il quotidiano condiviso con la mia famiglia, la possibilità di spiegare chi ero davvero. Il carcere è un luogo che non imprigiona solo il corpo. Tenta di comprimere l’identità, di spegnere la fiducia, di ridurre l’uomo al reato che gli viene attribuito. Eppure, an- che tra quelle mura, ho scoperto che qualcosa può resistere. Qualcosa che non si lascia sequestrare: la speranza». Il libro è suddiviso in 18 capitoli. Alessandro Bergonzoni firma la Postfazione e scrive: «Quando entro in carcere chiedo sempre scusa a chi lo abita: per quel che sta passando, e chiedo perdono, come cittadino uomo artista padre figlio, per come lo Stato accidioso e denso di ignavia, continui a dimenticare, che, pur espiando una pena, si ha il diritto di scontarla non aggiungendo ben altra pena, inutile».  
d. Giacomo Ruggeri