Monaci Benedettini Silvestrini

San Silvestro in Montefano, Fabriano

Don Vincenzo Bracci è il nuovo priore (13 giugno 2015)

Il monastero di San Silvestro ha un nuovo priore nella persona di don Vincenzo Bracci, il quale è 

stato eletto dal Capitolo Conventuale tenutosi nei giorni 10-13 giugno 2015 e presieduto dall’Abate 

Generale don Michael Kelly.

La comunità del Sacro Eremo, Casa Madre della Congregazione Benedettina Silvestrina, è costituita 

sia dai monaci che risiedono a San Silvestro, sia da quelli che prestano servizio nella parrocchia di 

Santa Teresa di Matelica (dove appunto don Vincenzo era parroco), oltre a un confratello che 

ricopre l’ufficio di vicario e segretario generale a Roma.

Tutti questi, riuniti in assemblea, hanno chiamato alla guida della comunità don Vincenzo Bracci, 

 che succede a don Lorenzo Sena, il quale ha ricoperto quest’ufficio per ben 18 anni.

 

 Don Vincenzo, nato a Roma il 15 ottobre 1953, entrò tra i Silvestrini da ragazzo e in monastero, 

 prima a San Silvestro poi a Roma, ha ricevuto la sua formazione monastica e sacerdotale; ha 

 emesso i primi voti nel 1971, poi i voti solenni, ed è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1980 nella 

 cattedrale di Fabriano dal vescovo mons. Luigi Scuppa. 

 Ha ricoperto vari uffici in monastero, come vice-priore, consigliere e animatore vocazionale; quindi 

 parroco di San Benedetto di Fabriano e docente di religione alla Scuola Media «Marco Polo» e al 

Liceo Scientifico «Vito Volterra» di Fabriano. Dal 2004 è parroco di Santa Teresa di Matelica e in 

questa città ha insegnato anche all’ITC «G. Antinori». Sia attraverso l’insegnamento nelle scuole, 

sia nella parrocchia e nell’oratorio, ha coltivato il contatto personale con molti ragazzi e giovani, 

animando vari gruppi ecclesiali (Azione Cattolica, Neocatecumenali), e nell’ultimo periodo gli 

studenti universitari di Matelica e Camerino.

Ora don Vincenzo è chiamato a guidare la comunità del monastero di San Silvestro, con rinnovato 

spirito, con qualche nuova idea e iniziativa. Lo accompagnano e lo sostengono la preghiera, la 

stima, la fiducia di tutti i confratelli e di tutti gli amici che lo hanno incontrato nel suo molteplice 

apostolato. La forza e l’illuminazione dello Spirito Santo guidino il neo-priore nel suo servizio di 

padre di una comunità monastica, come lo vuole il santo padre Benedetto nella sua Regola: 

«l’abate... con i suoi comandi e i suoi insegnamenti infonda nell’animo dei discepoli un fermento 

della giustizia divina» (cap. 2,5) e anche un piccolo seme - come don Vincenzo stesso ha detto 

nell’omelia domenicale del 14 giugno 2015 - possa portare frutti spirituali per il bene dei monaci e 

di tutto il popolo di Dio.

Cari auguri, padre priore!