Monaci Benedettini Silvestrini

San Silvestro in Montefano, Fabriano

Convegno a Cingoli su San Bonfilio (25-26 settembre 2015)

Nei giorni 25-26 settembre 2015, a Cingoli in provincia di Macerata (Marche), si terrà un Convegno di Studio per celebrare il IX centenario della morte di san Bonfilio, patrono di Cingoli insieme con sant’Esuperanzio e santa Sperandia. 
La Vita di san Bonfilio, scritta in latino, è contenuta in un codice dell’archivio del monastero di Montefano. L’autore della Vita è san Silvestro, come si legge in una postilla coeva in calce al foglio 2, qui riprodotta in versione italiana: «Affinché a chi legge la storia di san Bonfilio non rimanga sconosciuto il nome dell’autore - omesso a motivo della grandissima umiltà che lo contraddistinse in tutto - io fra Benedetto da Sassoferrato, monaco e professo dell’autore, ho ritenuto utile e doveroso renderlo noto. Ebbene il suo celebre nome è «fra», anzi, «san» Silvestro da Osimo, nobile di origine ma più nobile di animo, il quale non soltanto fu l’autore di questa storia, ma fu anche il fondatore dell’Ordine di Montefano e costruì dodici monasteri sotto la Regola di san Benedetto a lode di Dio onnipotente e di tutti i santi».
Bonfilio visse tra gli anni 1040-1115. Fu monaco e poi abate del monastero di Santa Maria di Stòraco presso Filottrano (Ancona), quindi vescovo di Foligno. Al seguito della prima crociata, nel 1096 si recò in Terra Santa, dove per tre anni visitò i luoghi santi e poi per dieci anni condusse vita eremitica in una grotta vicino a Gerusalemme. Rientrato in patria verso il 1110 e trovata la sede vescovile di Foligno occupata dal suo successore, con il permesso del papa  fece ritorno al monastero di Stòraco, dove visse in una cella separata. Avendo subìto le persecuzioni di alcuni confratelli da lui biasimati per la condotta riprovevole, Bonfilio si ritirò nell'aspra solitudine di Santa Maria di Fara presso Cingoli dove morì quasi del tutto ignoto.

La figura di san Bonfilio, così drammatica, sembra aver affascinato particolarmente san Silvestro, anch'egli nativo di Osimo, canonico della cattedrale, convertitosi in seguito alla vita eremitica come la mèta più ambita del suo progetto monastico. Significativo è il fatto che san Silvestro abbia dedicato uno dei suoi primi monasteri a san Bonfilio e ivi abbia voluto conservarne le reliquie.